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giovedì 1 dicembre 2016

Step 20

Impermeabile come il beige

"Tira fuori il Mackintosh dal guardaroba!" si sarà sentito dire qualche uomo dalla propria moglie. 
Sorge spontanea la domanda: Perchè mai uno dovrebbe tenere un computer insieme ai vestiti? Semplice, perchè se nascevi agli inizi dell'800 pensavi ad abiti fatti di un tessuto impermeabile di lana brevettato a Glasgow da Charles Mackintosh da cui prende il nome.
La storia dell'impermeabile è lunga secoli, ma solo a partire dal XX secolo si diffonde in tutto il mondo la moda del cosidetto "Trench coat"  diventando uno dei primi capi d'abbigliamento unisex. 
Come dice il nome è un cappotto da trincea brevettato da Burberry nel 1912 per gli ufficiali inglesi.Per tale motivo i colori tipici sono quelli del mondo militare quali khaki, beige, verde militare.


Questo capospalla viene portato alla ribalta soprattutto grazie all'uso che ne facevano le celebrità hollywoodiane sia nei film sia nella vita quotidiana.
Casablanca
Tenente Colombo
Nell'immaginario collettivo l'impermeabile beige viene collegato alla figurata enigmatica di Humphrey Bogart e del Tenente Colmbo.









Ma l'autorevolezza, e con essa il colore proprio, di questo soprabito viene poi sdoganata da Audrey Hepburn e da molte altre stars.
Colazione da Tiffany

domenica 13 novembre 2016

Step 07

Ciak! Si gira

Beige Cortometraggio 
  • Prima data di uscita: 2012;
  • Paese di ambientazione: Germania; 
  • Regista: Sylvie Hohlbaum; 
  • Musica composta da: Ralf Junker; 
  • Sceneggiatura: Sylvie Hohlbaum; 
  • Coreografia: Petra Kilian; 
  • Produttori: Dirk Decker, Andrea Schutte. 

La regista identifica come colore della vecchiaia il beige, è come se, superata una certa età, le persone siano obbligate a vestirsi di questo colore.

Sylvie si pone questa questione nel momento in cui suo padre compie 65 anni. Si accorge in quel momento di quanto il tempo sia passato in fretta, si chiede se tutti siamo condannati al beige e se ci stiamo solo nascondendo da esso.
1000 ed 1 sfumature di Beige-Anderson

Il regista texano ha fatto del retrò e della visione onirica caratteristica fondamentale dei suoi film. Noi spettatori osserviamo le scene attraverso una sorta di nebbia che assieme alle sfumature pastello di rosa, verde, azzurro, marrone e giallo, rafforzano la sensazione di nostalgia per un passato ipotetico.

Anderson attribuisce al colore, nonché alla luce, un ruolo fondamentale nella narrazione.

Prendiamo in esame Moonrise Kingdom (2012), protagonisti della commedia sono due dodicenni: l'orfano Sam che, affidato ad una famiglia che lo considera un peso, trascorre la sua estate del 1965 in un campo scout su un'isola del New England dove vive anche Suzy, incompresa dai genitori. I due innamorati, che si sono conosciuti per caso, fuggono insieme seguendo un antico sentiero tracciato dai nativi. 


Le sfumature scelte per il film sono soprattutto quelle del verde e del marrone, di fatto quasi tutta la storia si svolge all'aperto: prati e boschi (verde),spiaggia,ultima tappa della fuga d'amore, (beige) .


Alla palette di cromie dei film di Wes Anderson è stato dedicato un blog intero, che analizza i film e ne racchiude le sfumature in un'unica immagine.